"Avevamo già commentato, nello scorso numero di Professione docente, l’accelerazione verso il peggio della politica sulla scuola. Usiamo, non a caso, il termine accelerazione, poiché non siamo di fronte ad una novità di questo governo. Da molti decenni l’intervento sulla funzione della scuola, sul ruolo degli insegnanti, ha subito una torsione che si è, un pezzo alla volta come un puzzle, compiuto, ma non è ancora del tutto concluso. Dalla Riforma Belinguer, di una scuola dai contenuti semplificati, la Storia come una narrazione favolistica, le discipline rivolte alla concretezza e non alla speculazione (la sola che forma il pensiero critico); il cammino è proseguito con i governi- è importante ricordarlo- di sinistra. Certo, i governi di destra hanno fatto la loro parte, soprattutto tagliando alla grande posti di lavoro e finanziando sempre di più le scuole private. Tuttavia, per onestà occorre ricordare che queste ultime operazioni sono state compiute in maniera patente, mentre la politica di erosione della Scuola della Costituzione è avvenuta con capacità manipolatoria – razionalizzare, investire sugli insegnanti, modernizzare e via dicendo- mentre si operava al contrario."

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