Viviamo in un’epoca particolare in cui prevalgono proteste molto strane, per esempio contro i tentativi di fermare il Covid 19 e di preservare la sanità pubblica, mentre si è acquiescenti o indifferenti verso ciò che si potrebbe mutare. Prendiamo la scuola, per esempio, dove le parole e le promesse sprecate in questi anni hanno ormai il sapore di una beffa. Investimenti quasi a zero, stipendi dei docenti fanalino di coda nel pubblico impiego, incessanti colpevolizzazioni degli insegnanti, che nella pandemia non si sono certo risparmiati. Era inevitabile indire uno sciopero di tutti i sindacati della scuola, con manifestazione a Roma e così è stato il 10 dicembre scorso, un grande e bel corteo, colorato e vivace: una scuola ancora viva, malgrado la defezione di un sindacato storico e malgrado una percentuale non elevata di scioperanti. Perché, a fronte di una situazione così pesante, si è pensato di non protestare? Sul sindacato, non facciamo ipotesi, sarà la realtà a sciogliere l’enigma; sui colleghi invece ipotizziamo che lo sconforto e il disagio abbiano ormai avuto il sopravvento. A questi ci rivolgiamo, esortandoli a non demordere: la protesta deve avere forma concreta, negli scioperi; nei collegi dei docenti; nelle votazioni delle RSU. Lo sciopero è stato indetto come la Gilda aveva promesso, Rino Di Meglio, Ogni promessa è debito, pag. 3, ed è solo Un approdo verso nuove rotte, Ester Trevisan, pagg-4-5 . Chi ha deciso di perdere una giornata di stipendio e di privare i propri alunni di un prezioso tempo formativo, lo ha fatto per Una scuola che ritorni ad essere il volano del cambiamento, Alessia Ganassi, pag .6. Dunque, non abbassare la guardia sulle proteste, non relegarle solo ai social, urla in un deserto in cui ognuno parla a sé, ma dargli forma e sostanza operativa: le RSU son in arrivo, eleggeranno i rappresentanti sindacali nelle scuole : è bene votare e naturalmente … votare Gilda-UNAMS, come scriviamo a pag. 24, È confermato: ad aprile si voterà per le RSU. La scuola piange potremmo dire, nella sua sostanza, nei suoi contenuti, nei suoi risultati, nelle sue condizioni. Per la sostanza, è ormai operativa, anche nella scuola, la torsione democratica in senso verticistico che si è fatta strada nelle istituzioni, a causa del preside manager e del depotenziamento, di fatto, del Collegio dei docenti. Francesco Pallante, Il verticismo solipsitico quale nuovo principio materiale di organizzazione istituzionale, pagg.16-17. Per i contenuti, ci sembra di dover ironicamente dire che la buona scuola continua, lo dimostrano tre articoli, Gianluigi Dotti, a pag. 8 sulla riduzione del percorso degli istituti secondari di II grado a 4 anni, Ridurre per risparmiare. Elementare; Fabrizio Tonello, pag. 9, Carthago delenda est (con tutte le guerre puniche), sull’estemporanea dichiarazione del ministro Cingolani; Gianfranco Meloni, pag. 10, La post-maturità dei post-cittadini, sulla tentazione del ministro Bianchi di escludere anche per questo anno la prova scritta agli esami di Stato 2022. Per i risultati, il libro di Paola Mastrocola e Luca Ricolfi , Il danno scolastico, non lascia dubbi. Recensione e intervista agli autori alle pagg. 18-19 a cura di Stefano Battilana, Chi dice scuola dice danno. Per le condizioni, Antonio Massariolo, Sempre meno studenti, sempre più sacrifi cati, pag. 20, dimostra come il calo degli studenti non abbia portato ad una vivibilità scolastica, almeno durante la pandemia. La scienza incredibilmente negletta in questo tornado del Covid, a favore di forme di irrazionalità come il rapporto del CENSIS ha mostrato, ne parliamo con Telmo Pievani, La meraviglia della scienza: più sai e più ti accorgi di non sapere, Renza Bertuzzi, pagg. 12-13. Il fumetto, un’arte che sembra sorpassata a favore delle nuove tecnologie, ma così non è come ci dice Sandro Dessì, artista sardo, in un’intervista a Gianfranco Meloni alle pagg.14-15, La potenza comunicativa del fumetto per li maggior nostri. Il cinema, come strumento didattico, in un testo recensito da Ester Trevisan, L’incanto del cinema, pag.22. Gli sguardi nel tempo e nello spazio ci portano a due situazioni divaricate dalla luce di Guido Castelnuovo. 1896-1946. Dal Risorgimento alla Resistenza. Per una scuola libera e laica. Piero Morpurgo, pag.11 al buio dell’Ungheria di Viktor Orbàn, C’era una vola la libertà d’ insegnamento. In Ungheria e altrove, Marco Morini, pag. 23. Il fascino di Procida, l’indimenticabile isola di Arturo, ha vinto. Pag 21, Massimo Quintiliani, Procida incantevole e pittoresca dai mille colori. Capitale italiana della cultura 2022. In ultimo, ma non per ultimo, Rino Di Meglio è stato rieletto coordinatore nazionale della Gilda, nel XX Congresso che si è svolto a Roma nei giorni 6-7 novembre. “Saremo sempre al fi anco dei colleghi e non ci risparmieremo nella battaglia per la difesa e la valorizzazione della professione docente” di Renza Bertuzzi »»

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